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Dialetto tabarchino
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Il mwbqtabarchinocite-ref-template-iso-639-1-0[1] (in mwcgligure mwcwmwdatabarchin) è una varietà della mwdqlingua ligure parlata nelle isole dell'mwdgarcipelago del Sulcis, nella mwdwSardegna sud-occidentale.
Era parlata in mweqSpagna sull'isola di mwegNueva Tabarca a una ventina di chilometri da mwewAlicante e, originariamente, a mwfaTabarca, nell'odierna mwfqTunisia, da cui prende nome.
Contents
• Articolo
• Pronome
• Verbi
• Genere
• Note
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Diffusione
Il tabarchino è parlato nei comuni di mwgqCarloforte (mwggU Pàize) nell'mwgwisola di San Pietro (mwhaSan Pé) e di mwhqCalasetta (mwhgCâdesédda), nell'mwhwisola di Sant'Antioco (mwiaSant'Antióccu), nell'mwiqarcipelago del Sulcis, nella mwigprovincia del Sulcis Iglesiente nella parte sud-occidentale dell'isola.
È parlato, secondo stime recenti (2007), dall'87% degli abitanti di mwjaCarloforte, dal 68% degli abitanti di mwjqCalasetta, dal 72% dei bambini di mwjgCarloforte e dal 62% dei bambini di mwjwCalasetta in età scolare. Gruppi di emigrati che mantengono un uso familiare del tabarchino sono residenti in mwkaSardegna a mwkqCarbonia, mwkgIglesias, mwkwCagliari (circa 5.000 persone) e a mwlaGenova.
Storia del ligure dalla Tunisia a Carloforte e Calasetta
Alcuni pescatori di mwmacorallo provenienti dalla mwmqLiguria e in particolare dalla cittadina di mwmgPegli, a ovest di mwmwGenova, ora quartiere del capoluogo, attorno al mwna1540 andarono a colonizzare mwnqTabarca, isola assegnata dall'imperatore spagnolo mwngCarlo V alla mwnwfamiglia Lomellini, nell'odierna mwoaTunisia ma vicina al confine con l'mwoqAlgeria; qui la comunità prosperò fino ai primi anni del XVIII secolo, sviluppando anche un intenso commercio con le popolazioni del retroterra, sfruttando la propria caratteristica di enclave europea sulla costa maghrebina. Mutate le condizioni politiche in seguito all'accresciuta ingerenza della Francia e all'esigenza della nuova dinastia tunisina degli mwogHusainidi di rafforzare il proprio controllo sul territorio, nel mwow1738 una parte della popolazione preferì trasferirsi in Sardegna, sull'isola di San Pietro; nel mwpa1741 Tabarca fu occupata dal mwpqbey di Tunisi, e gli abitanti rimasti divennero schiavi, ma mwpgCarlo Emanuele III di mwpwSavoia, mwqaRe di Sardegna, riscattò una parte di questa popolazione, portandola ad accrescere nel 1745 la comunità di Carloforte. Altri mwqqTabarchini rimasero schiavi e furono ceduti al mwqgbey di Algeri, che a sua volta nel mwqw1769 li affidò dietro pagamento di un riscatto al mwrare di Spagna, mwrqCarlo III, il quale fece da loro popolare l'isola di mwrgNueva Tabarca vicino ad Alicante. Una parte dei Tabarchini rimasti a Tunisi in condizione di libertà si trasferirono nel mwrw1770, su invito del maggiorente carlofortino Giovanni Porcile sull'isola di Sant'Antioco, dove fondarono Calasetta. Gli ultimi Tabarchini rimasti in Tunisia, prevalentemente nei porti di mwsqTunisi, mwsgBiserta e mwswSfax, costituirono un mwtamillet, minoranza etnico-linguistica e religiosa riconosciuta dal bey di Tunisi, e come tale godettero di una certa tutela: molti di loro fecero parte dell'amministrazione della Reggenza soprattutto sotto il regno di mwtqAhmed I, figlio a sua volta di una schiava tabarchina, svolgendo un ruolo attivo nella politica e nell'economia del paese, spesso a diretto contatto con imprenditori liguri quali mwtgGiuseppe Raffo e mwtwRaffaele Rubattino. L'uso del tabarchino in Tunisia è attestato fino ai primi del Novecento quando, con l'instaurazione del mwuaprotettorato francese, la maggior parte dei Tabarchini optò per la naturalizzazione. I loro discendenti vivono oggi prevalentemente in Francia.
Riconoscimento legislativo
Né il tabarchino né i dialetti liguri in genere sono riconosciuti dallo stato italiano come lingue, né quindi i relativi parlanti come minoranza linguistica. Il riconoscimento giuridico deriva dal quarto comma del secondo articolo della Legge Regionale dell'11 settembre 1997 della Regione Autonoma della mwuwSardegna sulla mwvaPromozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegnacite-ref-2[2] che riconosce al tabarchino la stessa valenza alle altre lingue diffuse sull'isola, quale "patrimonio culturale" linguistico della regione Sardegna, con queste parole:
«La medesima valenza attribuita alla cultura ed alla lingua sarda è riconosciuta con riferimento al territorio interessato, alla cultura ed alla lingua catalana di Alghero,
al tabarchino delle isole del Sulcis
, al dialetto sassarese e a quello gallurese.»
Il mancato riconoscimento del tabarchino come lingua minoritaria ha suscitato proteste e dibattito da parte di alcuni linguisti ed è uno degli argomenti sui quali questi linguisti basano la loro critica alla legislazione italiana in materia, considerata lesiva nei confronti di questo gruppo le cui caratteristiche di impianto, di autocoscienza linguistica, di fedeltà all'uso della parlata corrisponderebbero alla qualifica di "minoranza linguistica storica" prevista dalla legge. Diverse proposte legislative sono state finora proposte per ottenerne il riconoscimento.
Secondo Daniele Bonamore il ligure di mwxaPegli è un dialetto che non è ammesso a tutela perché "l'idioma ligure non è ammesso a tutela"cite-ref-3[3]. La legislazione sarda riserva al dialetto tabarchino esclusivamente una valorizzazione culturale. La L.r. della regione Sardegna, 15 ottobre 1997.n.26, è intitolata “promozione e valorizzazione della cultura e della lingua della Sardegna" e cita solo in un piccolo recesso, il n. 4 dell'art. 2, il dialetto tabarchino, senza più nominarlo in tutto il testo di legge.cite-ref-4[4] Nella L.r. della regione Sardegna 3 luglio 2018 n. 22 all'art.2 punto 2 lettera b)cite-ref-5[5] manca il vocabolo "tutela" presente invece nella lettera a), riservando solo una promozione e valorizzazione culturale al tabarchino che viene elencato nella lettera b) assieme ai dialetti sassarese e gallurese; in nessun articolo della legge sopra citata la parola tabarchino è preceduta dall'appellativo mwaq"lingua" né viene riconosciuto alla comunità parlante il tabarchino lo status giuridico di minoranza linguistica, avendo riservato il legislatore regionale la tutela linguistica alle sole comunità etnico-linguistiche parlanti la lingua sarda e la lingua catalana di Alghero.
Caratteristiche
Il tabarchino è prossimo, ma non identico, al genovese (mwbaligure) moderno in virtù dei continui rapporti economici e culturali intrattenuti dalla popolazione con l'antica madrepatria, sia al tempo del soggiorno tunisino che dopo la fondazione delle comunità in Sardegna, a causa del relativo isolamento ne è invece sostanzialmente più conservatore per diverse forme letterarie e grammaticali. Curiosa è la ovvia perdita, in terra tunisina, di pochi vocaboli legati al clima di origine: per il ghiaccio, il gelo e la neve, (riacquistati poi dall'italiano, con la colonizzazione sarda), e la conservazione invece di diversi vocaboli propri, desueti o modificati negli ultimi secoli a Genova.
Qui in particolare il tabarchino di mwbgCalasetta è rimasto meno esposto all'influsso del genovese standard, per una situazione culturale di maggiore conservazione, malgrado una più forte apertura lessicale verso il retroterra sardo. Entrambi i dialetti hanno un limitato numero di prestiti di derivazione mwbwaraba e dei mwcafrancesismi.
Oggi il tabarchino dispone di una grafia normalizzata che agevola il larghissimo uso che se ne fa non solo nella pratica quotidiana, ma anche nell'insegnamento scolastico, per il quale sono stati redatti dal corpo insegnante adeguati sussidi didattici. La notevole vitalità dell'uso anche presso le più giovani generazioni fa del tabarchino un caso unico nel contesto delle minoranze linguistiche presenti in Italiacite-ref-6[6], e il tabarchino risulta la varietà tradizionale maggiormente diffusa in Sardegna nell'ambito territoriale di sua storica pertinenza.
Grammatica
Articolo
• articoli determinativi maschile singolare: u / l'
• articoli determinativi femminile singolare: a / l'
• articoli determinativi maschile plurale: i
• articoli determinativi femminile plurale: e (mwfqCarloforte) / i (mwfgCalasetta)
• articoli indeterminativi maschile singolare: in (forma contratta 'mwgan)
• articoli indeterminativi femminile singolare: ina (forma contratta mwggin' / 'na)
Pronome
• pronomi personali (forme toniche): mi, ti, lé, niotri/nuoitri, niotre/nuoitre, viotre/vuotri, viotre/vuiotre, lù, liotri/luiotri, liotre/luiotre
• pronomi personali (forme riflessive): lé, lù/liotri/liotre/luiotri/luiotre
• pronomi personali (forme atone soggettive): ti, u/u l', a/a l'
• pronomi personali (forme atone oblique): me, te, au (mwiqCarloforte)/ô (mwigCalasetta)/û, â/l'(complemento oggetto)/ghe (complemento di termine), ve, ai (mwiwCarloforte)/ê (mwjaCalasetta)/î/l'(complemento oggetto)/ghe (complemento di termine)
Forme poco usate come mwjgpronomi personali di forma riflessiva sono nuì e vuì a mwjwCarloforte, i pronomi personali atoni soggettivi vanno messi sempre prima del verbo.
Aggettivi possessivi
• mé, tó, só, nóstru/nóstri, nóstra/nóstre, vóstru/vóstri, vóstra/vóstre, só
Aggettivi e pronomi dimostrativi
• maschile singolare: stu/quéstu/quéllu
• femminile singolare: sta/quésta/quélla
• maschile plurale: sti/quésti/quélli
• femminile plurale: ste/quéste/quélle
Aggettivi e pronomi dimostrativi di identità
Aggettivi e pronomi indefiniti singolativi
• quorche, quarchedün, quarchedüña, quarcósa/quorche cósa, ün/ünna, dôtrài, dôtre, otru, otra, otri, otre
Aggettivi e pronomi indefiniti collettivi
• pronome singolare maschile: ün pe l'otru (chiunque)
• pronome singolare femminile: ünna pe l'otra (chiunque)
• pronome plurale maschile e femminile: chi sun sun (chiunque)
• aggettivo singolare maschile e femminile: ógni (ogni)
• pronome singolare maschile: ognidün (ognuno)
• pronome singolare femminile: ognidünna (ognuna)
• pronome e aggettivo singolare maschile: tüttu (tutto)
• pronome e aggettivo singolare femminile: tütta (tutta)
• pronome e aggettivo plurale maschile: tütti (tutti)
• pronome e aggettivo plurale femminile: tütte (tutte)
Preposizioni
• de, à, da, (in, inte), cun, in sce, pe, tra, fra
Verbi
Essere
mwuaInfinito
Ésse
Indicativo
Presente:
• Mi sun
• Ti t'é
• Le u l'è
• Niòtri sémmu
• Viòtri sài
• Liòtri sun/en
Imperfetto:
• Mi éa
• Ti t'éi
• Lé u l'éa
• Niòtri ému
• Viòtri éi
• Liòtri éan
Futuro semplice:
• Mi saió
• Ti ti saiè
• Lé u saiò
• Niòtri saiému
• Viòtri saiài
• Liòtri saiàn
Passato Prossimo:
• Mi sun stètu
• Ti t'é stètu
• Lè u l'è stètu
• Niòtri sémmu stèti
• Viòtri sài stèti
• Liòtri sun / En stèti
Trapassato prossimo:
• Mi éa stètu
• Ti t'éi stètu
• Lé u l'éa stètu
• Niòtri ému stèti
• Viòtri éi stèti
• Liòtri éan stèti
Genere
• Sono mw5wmaschili tutti i nomi terminanti in mw6a-u, come mw6qfiggiu (figlio), mw6gerbu (albero), mw6wlibbru (libro), mw7acuogiu (coraggio);
• sono maschili tutti i nomi terminanti in mw7g-ù, come mw7wpastú (pastore), mw8arazù (rasoio), mw8qsù (sole);
• sono maschili tutti i nomi terminanti in mw8w-àu, come mw9apescàu (pescatore), mw9qchignàu (cognato);
• sono quasi tutti maschili tutti i nomi terminanti in mw9w-i, come mw-abríndizi (brindisi), mw-qlápizi (matita);
• sono quasi tutti maschili tutti i nomi terminanti in mw-w-ì, come mw-abarì (barile), mw-qfì (filo);
• sono maschili i nomi terminanti in mw-w-ò, come mwaqagatò (croccante), mwaqepartò (soprabito)
• sono mwaqmfemminili i nomi terminanti in mwaqq-a, come mwaqufiggia (figlia), mwaqyua (ora), mwaqcröa (ruota), mwaqgpaggia (paglia), mwaqkscöa (scuola), mwaqosa (sale);
• sono femminili i nomi terminanti in mwaqw-é, come mwaq0cuizité (curiosità), mwaq4libertè (libertà), mwaq8mué (madre), mwarasité (città);
• sono femminili i nomi terminanti in mwari-ü, come mwarmsc-ciavitǖ (schiavitù), mwarqvirtǖ (virtù), mwaruzuentǖ (gioventù);
• sono però mwarcmaschili e non femminili mwargborba (zio), mwarkpappa (papà), mwarobóia (boia), mwarscafé (caffè), mwarwpué (padre);
• possono essere sia mwar4maschile che mwar8femminile i nomi terminanti in mwasa-e, come u mwasedente (dente), u mwasilete (latte), u mwasmmunte (monte), u mwasqpunte (ponte), a mwasugente (gente), a mwasylǖxe (luce), a mwascture (torre);
• possono essere sia maschile che femminile i nomi terminanti in mwask-è, come u mwasobarbé (barbiere), u mwassbulanxè (fornaio), a mwaswmugè (moglie);
• possono essere sia maschile che femminile i pochi nomi terminanti in mwas4-à, come u mwas8cascá (cuscus), u mwatabacá (stoccafisso), a mwatecá (casa);
• possono essere sia maschile che femminile i nomi terminanti in mwatm-ài, come u mwatqpiaxái (piacere), u mwatudespiaxái (dispiacere), a mwatysái (sete).
La tutela legislativa della minoranza linguistica
Il tabarchino in quanto minoranza linguistica, così come le altre mwatkalloglossie mwatogallo-italiche della Sicilia e mwatsdella Basilicata, non gode di tutela da parte dello Stato Italiano.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8] A partire dalla mwauqXIV legislatura,cite-ref-9[9] è stata presentata alla mwaukCamera dei deputati una proposta di legge che prevede una "modifica dell'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482" affinché vengano incluse anche queste minoranze linguistiche nella legge di tutela.cite-ref-10[10] Allo stato attuale, il tabarchino gode solamente di tutela a livello regionale.cite-ref-11[11]
Archivio digitale Ràixe
mwavuRàixe (Spazi digitali per la Cultura mwavyTabarchina)cite-ref-0-12-0[12] è l'mwavsarchivio digitale e installazione museale per la cultura tabarchina sito a mwavwCalasetta.cite-ref-13[13] All'interno della struttura si racconta la storia della comunità tabarchina e dei viaggi da essa compiuti dal mwawe1538 da mwawiGenova Pegli verso mwawmTabarka per poi fondare mwawqCarloforte nel mwawu1738, mwawyNuova Tabarca nell'aprile del mwawc1770 e, infine, mwawgCalasetta nel settembre del 1770.cite-ref-14[14]
L'archivio è stato realizzato a seguito dell'avvio del relativo progetto Ràixe nel mwaw42018. Lo scopo dell'iniziativa è quello di riscoprire e valorizzare il patrimonio intangibile della cultura tabarchina tramite la creazione di una rete tra le cinque comunità, la salvaguardia delle antiche radici comuni, il confronto delle tradizioni mwaw8etnografiche ed mwaxaantropologiche e la creazione di nuovi canali per la promozione territoriale per favorire lo sviluppo economico e sociale. I documenti digitali in esso raccolti sono frutto del coinvolgimento della popolazione locale e delle comunità tabarchine che hanno contribuito con la condivisione di ricordi, saperi e abilità.cite-ref-0-12-1[12]
Note
cite-note-22. ↑ mwaymhttp://www.regione.sardegna.it/j/v/86?v=9&c=72&file=1997026 mwayqArchiviatomwayu il 26 febbraio 2021 in mwayyInternet Archivemwayc. - "Art.2 Oggetto - l. Ai sensi della presente legge la Regione assume come beni fondamentali da valorizzare la lingua sarda - riconoscendole pari dignità rispetto alla lingua italiana - la storia, le tradizioni di vita e di lavoro, la produzione letteraria scritta e orale, l'espressione artistica e musicale, la ricerca tecnica e scientifica, il patrimonio culturale del popolo sardo nella sua specificità e originalità , nei suoi aspetti materiali e spirituali."
cite-note-33. ↑ Daniele Bonamore “Lingue minoritarie lingue nazionali lingue ufficiali nella legge 482/1999” Franco Angeli editore Milano 2008 – pag. 75 e 80
cite-note-44. ↑ Daniele Bonamore “Lingue minoritarie lingue nazionali lingue ufficiali nella legge 482/1999” Franco Angeli editore Milano 2008 – pag. 74
cite-note-55. ↑ <L.r. Regione Sardegna nr.22/2018, art. 2 punto 2 lettera a) e b): “La presente legge disciplina le competenze della Regione in materia di politica linguistica. In particolare, essa contiene: a) le misure di tutela, promozione e valorizzazione della lingua sarda e del catalano di Alghero; b) le misure di promozione e valorizzazione del sassarese, gallurese e tabarchino”
cite-note-66. ↑ mwazumwazymwazcLa minoranza negata: i Tabarchini, Fiorenzo Toso - Treccani, su mwazgtreccani.it. mwazkURL consultato il 29 settembre 2015 mwazo(mwazsarchiviato il 7 marzo 2016).
cite-note-77. ↑ mwaz8«La popolazione dei centri di dialetto gallo-italico della Sicilia si calcola in circa 60.000 abitanti, ma non esistono statistiche sulla vitalità delle singole parlate rispetto al contesto generale dei dialetti siciliani. Per quanto riguarda le iniziative istituzionali di tutela, malgrado le ricorrenti iniziative di amministratori e rappresentanti locali, né la legislazione isolana né quella nazionale (legge 482/1999) hanno mai preso in considerazione forme concrete di valorizzazione della specificità delle parlate altoitaliane della Sicilia, che pure rientrano a pieno titolo, come il tabarchino della Sardegna, nella categoria delle isole linguistiche e delle alloglossie». Fiorenzo Toso, Gallo-italica, comunità, Enciclopedia dell'Italiano (2010), Treccani
cite-note-88. ↑ mwaam mwaaqArchiviatomwaau il 2 dicembre 2013 in mwaayInternet Archivemwaac. mwaak«mwaao Nel caso del tabarchino le contraddizioni e i paradossi della 482 appaiono con tutta evidenza se si considera che questa varietà, che la legislazione nazionale ignora completamente, è correttamente riconosciuta come lingua minoritaria in base alla legislazione regionale sarda (L.R. 26/1997), fatto che costituisce di per sé non soltanto un assurdo giuridico, ma anche una grave discriminazione nei confronti dei due comuni che, unici in tutta la Sardegna, non sono in linea di principio ammessi a fruire dei benefici della 482 poiché vi si parla, a differenza di quelli sardofoni e di quello catalanofono, una lingua esclusa dall'elencazione presente nell'art. 2 della legge», Fiorenzo Toso, mwaasAlcuni episodi di applicazione delle norme di tutela delle minoranze linguistiche in Italia, 2008, p. 77.
cite-note-99. ↑ N° 4032, 3 giugno 2003.
cite-note-1010. ↑ mwabimwabmmwabqN° 5077, 22 marzo 2012. Modifica dell'articolo 2 della legge 15 dicembre 1999, n. 482, in materia di tutela delle lingue delle comunità tabarchine in Sardegna e galloitaliche in Basilicata e Sicilia., su mwabucamera.it. mwabyURL consultato il 13 aprile 2014 mwabc(mwabgarchiviato il 3 marzo 2015).
cite-note-1111. ↑ Regione Sardegna, Legge Regionale n. 26/1997
cite-note-0-1212. ↑ mwacemwacimwacmRàixe | Spazi digitali per la Cultura Tabarchina, su mwacqraixe.it. mwacuURL consultato il 28 aprile 2022.
cite-note-1313. ↑ mwackmwacomwacsSardegnaCultura, su mwacwwww.sardegnacultura.it. mwac0URL consultato il 30 giugno 2022 mwac4(archiviato dall'mwac8url originale il 21 novembre 2022).
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Bibliografia
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• Fiorenzo Toso, mwafkFormazione di repertori lessicali in contesti di eteroglossia contigua. Raccolta, inventariazione e presentazione dei materiali per il Dizionario Etimologico Storico Tabarchino, in Bruni, Francesco e Marcato, Carla “Lessicografia dialettale. Ricordando Paolo Zolli. Atti del convegno di studi (Venezia, 9-11 dicembre 2004)”, Roma-Padova, Ed. Antenore 2006, vol. II, pp.mwafo 447–470
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• mwagiGrammatica del Tabarchino di Fiorenzo Toso, su isoladisanpietro.org.
Voci correlate
• mwagyPegli
• mwaggTabarca
• mwagoCarloforte
• mwagwCalasetta
• mwag4Nueva Tabarca
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• Wikimedia Commons
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file sul dialetto tabarchino
Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-dell-italianoFiorenzo Toso, Tabarchina, comunita, in Enciclopedia dell'Italiano, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011.
• mwahyGrammatica del Tabarchino di Fiorenzo Toso, su isoladisanpietro.org.
• mwahgCarloforte e l'Isola di San Pietro su Internet, su isoladisanpietro.org.
• mwahoCarloforte e l'Isola di San Pietro, su hieracon.it.
• mwahwil tabarchino a scuola, su istcompcarloforte.it. URL consultato il 21 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2007).
• mwah4L'ìsoa de San Pê, su geocities.com. URL consultato il 21 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 30 luglio 2009).
• mwaiaDizionario del dialetto di Calasetta, su web.tiscalinet.it. URL consultato il 21 maggio 2007 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
• mwaiiStoria di Pegli - le colonie del Mediterraneo, su pegli.com. URL consultato il 17 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 5 agosto 2013).